domenica 11 giugno 2017

Faccia intelligente da dogana

Quando eravamo piccoli io e l'Olmo ed eravamo in macchina con i miei genitori e dovevamo passare la dogana per andare in Italia o per rientrare in Svizzera  l'Olmo mi diceva sempre di fare la faccia intelligente da dogana e allora tiravamo indietro gli occhi che alla fine si doveva vedere solo il bianco degli occhi e passavamo la dogana così con la faccia intelligente da dogana.

venerdì 3 marzo 2017

Le ventuno cose che so sull’hockey

Sono andata a vedere una partita di hockey nella pista di ghiaccio più grande del mondo, o dell’Europa o della Svizzera non mi ricordo bene, so che era molto grande e la partita era davvero una noia, più del calcio. La pista molto grande si trova a Berna, più precisamente:
a) in un edificio con scritto in grande "PostFinance Arena"
b) vicino al bunker della protezione civile
c) se ci andate con il tram dovete prendere il 9 e scendere alla fermata Guisanplatz
In ogni caso non vi consiglio di andarci a meno che vi piaccia davvero l’hockey o che vogliate mangiare degli hot dog lunghi il doppio del panino. Dopo le trentatré cose che so sul calcio e dopo le altre sedici cose che so sul calcio ho pensato di deliziarvi con le ventuno cose che so sull’hockey.

1.     Quando entri nella pista da ghiaccio ci sono delle signore vestite da guardie che sorridono e ti vengono incontro a braccia aperte che all’inizio ti sembra che ti vogliano abbracciare, invece no ti perquisiscono.
2.     Se uno è disattento può pensare che i giocatori stiano in campo tantissimo tempo invece in verità ogni circa 30-50 secondi devono uscire e qualcuno gli da il cambio.
3.     I giocatori giocano solo per 30 secondi perché fanno una fatica boia visto che hanno dei vestiti pesanti e devono pattinare veloci come delle schegge e allora si stancano da morire e devono uscire spesso per riposarsi.
4.     I giocatori generalmente capiscono da soli quando uscire, a volte l’allenatore manda loro un segnale segreto per dir loro di uscire, oppure escono quando uno dei quattro arbitri fischia per fermare momentaneamente il gioco e loro già che ci sono si danno il cambio.
5.     Gli arbitri sono quattro e sono vestiti come dei giocatori della Juventus (calcio).
6.     Quando i giocatori sono stanchi ed escono, saltano via la balaustra della pista proprio come dei cavalli che saltano via gli ostacoli. Anche se sono stanchi riescono comunque a fare questo ultimissimo sforzo e saltare la balaustra.
7.     Succede che qualcuno dal pubblico butti un aereoplanino e non è un gesto grazioso e simpatico come l’avevo interpretato io, è un gesto veramente cattivo poiché se un giocatore finisce su un aereoplanino di carta cade e rischia di farsi veramente male.
8.     I giocatori vestiti con i colori del Lugano sono dello Zugo, mentre quelli vestiti come il Milan sono del Berna.
9.     I giocatori che giocano in casa sono del Berna, visto che eravamo a Berna, mentre gli ospiti sono quelli dello Zugo. Ma se fossimo stati a Zugo sarebbe stato esattamente il contrario.
10. Quando sono entrati quelli del Berna hanno predisposto degli effetti pirotecnici tipo delle fontanelle di fuoco e i giocatori sono stati presentati uno per uno. Invece quelli dello Zugo poverini non li ha presentati proprio nessuno e non c'era nessuna fontanella di fuoco.
11. I falli o non esistono oppure sono rari perché ho visto fare le peggiori cose che sono rimaste impunite. C'era gente che faceva spadaccino con i bastoni e gli arbitri, che ripeto sono quattro, non dicevano niente.
12. Per i falli non ci sono i cartellini gialli e rossi come nel calcio.
13. È vietatissimo caricare chi non ha il disco.
14. Se proprio fai una cosa gravissima ci sono i famosi “due minuti di penalità”, praticamente il giocatore che ha commesso il fallo deve stare per due minuti in uno spazietto apposito e al suo posto non entra nessuno e la sua squadra deve giocare con un giocatore in meno, ma solo per due minuti.
15. Se la palla va troppo lontana non mi ricordo bene rispetto a chi si deve praticare l’ingaggio: praticamente due giocatori di squadre avverse battono per tre volte il loro bastone nel ghiaccio e addosso a quello dell’avversario, incrociandolo, e alla fine devono cercare di prendere la palla che sarebbe il disco.
16. Il ghiaccio colorato non è veramente colorato, il pavimento sotto ha delle linee colorate, tipo i pavimenti delle palestre e allora il ghiaccio sembra colorato ma è un effetto ottico il ghiaccio è sempre bianco/trasparente.
17. N. mi ha detto che la squadra che gioca in casa ha diritto di scegliere quale linea schierare (ovvero quali giocatori mettere in campo) dopo aver visto lo schieramento della squadra ospite e questo secondo N. è un grande vantaggio. Secondo me medio. Ma c'è da dire che io non me ne intendo tanto.
18. Non ho percepito alcun coro di sbeffeggio fra le tifoserie ma io lo svizzero tedesco non lo parlo.
19. Ci sono 3 tempi da 20 minuti, ma in realtà durano molto di più perché il gioco si interrompe ogni tre per due, dunque è inutile che contate i secondi che vi mancano per tornare finalmente a casa, è impossibile calcolare quel momento con esattezza.
20. Dopo il primo e il secondo tempo c’è una pausa. È una pausa più per i giocatori perché se fosse per me si potrebbe anche non fare. Se ipoteticamente dovessi andare in bagno non avrei problemi ad andare durante la partita.
21. Durante la pausa arrivano delle automobili che sfilano pianissimo sul ghiaccio e poi finalmente arriva LEI la mia preferita: la macchina liscia ghiaccio!



mercoledì 16 novembre 2016

La prima volta che Lenno ha mangiato un avocado.

Una volta che stavamo mangiando degli avocadi che erano acerbi Lenno ci ha detto se la sapevamo la storia della prima volta che lui ha mangiato un avocado e noi abbiamo detto di no che non ce l’aveva ancora raccontata. E allora Lenno ha detto che lui quando viveva a Tenerife vedeva tutti che continuavano a mangiare avocadi che a Tenerife di avocadi ce ne sono tantissimi e lui non li aveva mai mangiati gli avocadi o forse mi ha detto addirittura che non li aveva mai visti ma non mi ricordo bene, comunque a un certo punto si è detto fra sé e sé: be’ sapete che c’è? Mi è venuta voglia di provarlo anche io questo avocado. E allora è andato a comprarsi un avocado, solo che lo ha comprato non come se stesse comprando un avocado che lui non lo sapeva che deve essere un po’ molle, no lui lo ha comprato come se stesse comprando una mela e ne ha scelto uno bello e sodo e se lo è comprato. E allora quando è andato a casa ha mangiato questo avocado come se fosse una mela, cioè proprio a fine pasto e lo ha sbucciato e si è mangiato l’avocado che era durissimo e acerbo e ha detto ma che schifo che fanno gli avocadi e allora lo ha buttato via e non ha detto niente a nessuno. Poi è successo che dopo qualche giorno, non mi ricordo più chi, forse il papà di una sua amica è arrivato con una cassa piena di avocadi e lui ci ha detto che ha pensato: oh nooo, ma poi ha detto che qualcuno ha preparato una specie di guacamole che era buonissimo e ha scoperto che in realtà a lui gli avocadi gli piacciono.

Qui invece la prima volta che mio fratello ha mangiato il guacamole.

domenica 18 settembre 2016

Verdurine essicate


Da quando mi sono ricordata del vecchio essiccatore di mio nonno ho essicato più che altro cachi, fiori commestibili e peperoncino. 
Poi mi è venuto in mente che una volta in campeggio una compagna aveva portato con sé dal Sud Italia un barattolo di vetro pieno di verdurine secche e, cucinando direttamente sul fuoco sul fornello che avevamo costruito noi, le aveva rinvenute nell’olio e ci aveva fatto una di quelle paste che ricordo con più piacere in assoluto.
Allora ho deciso di essiccare carote, zucchine e cipolle: le ho tagliate a fettine, meglio non troppo fini che poi si appiccicano al cestello dell’essicatore e non si riescono più a staccare. Le carote invece le ho tagliate con il pelapatate. Ho salato subito le  verdurine che ho pensato che il sale aiutasse il processo di essicazione. Se non si ha l’essicatore si può usare anche il forno a una temperatura bassissima.
Sono uscite delle chips di verdure buonissime, soprattutto le cipolle, che non avevano bisogno di ulteriori rielaborazioni. Però ho deciso lo stesso di provare a utilizzarle come ingrediente e ho cucinato due primi diversi:

Spaghetti alle verdurine essicate.

Ingredienti:
spaghetti
olio d’oliva
1 spicchio d’aglio
peperoncino
verdurine secche (cipolle, carote, zucchine e pomodori)



Procedimento:
Cuocere gli spaghetti nell’acqua bollente per la metà del tempo previsto. Intanto in una padella soffriggere l’aglio e il peperoncino in un po’ di olio e saltarci le verdurine. 
Bisogna fare attenzione che bruciano molto facilmente. Togliere le verdurine dalla padella e metterle da parte. Nella stessa padella finire la cottura degli spaghetti ancora al dente, risottandoli con l’acqua di cottura. Quando sono quasi cotti aggiungere le verdurine e spadellare ancora mezzo minuto.

Pesto di verdurine secche e rucola



Ingredienti:
1 spicchio di aglio fresco
una manciata di verdurine secche (carote, cipolle, zucchine e pomodori)
2 cucchiai di mandorle (noci, nocciole, o pinoli)
del formaggio a pasta dura (grana o pecorino) una manciatadi rucola
olio d’oliva


Procedimento:
Frullare tutti gli ingredienti. Se necessario al momento di condire la pasta allungare il pesto con un po’ di acqua di cottura. 


Sogni di universitari bolognesi

Una volta con Antonio abbiamo fatto un gioco che dovevamo immaginare di entrare di notte alla Pam, quella grande in Via Marconi, e potevamo prendere tutte le cose che volevamo.

Antonio ha detto che lui avrebbe presso tutti i prosciutti di quelli della salumeria, io invece ho detto che avrei preso quel succo di mirtilli che costa tipo 5 euro la bottiglietta da due decilitri che ho pensato che volevo sapere che gusto avesse.

venerdì 26 agosto 2016

Come non deve essere una bicicletta se ce l'hai a Bologna

Non deve essere nuova che se no te la rubano subito.
Non deve essere rubata che se compri bici rubate non mi piaci tanto.
Non deve avere due freni rotti che se no ti consumi le scarpe.
Non deve essere troppo pesante che poi portartela in spalla su per le scale diventa faticoso.
Non deve avere dei lucchetti troppo facili da aprire che se no te la rubano subito.
Non deve avere dei lucchetti troppo resistenti che costano tanto che poi quando ti rubano la bici ti scoccia pure per i soldi persi del lucchetto.
Non deve essere di un colore anonimo che se no quando te la rubano è più facile per loro rivenderla.
Non deve essere di un colore acceso che se no pensano che l'hai rubata e ridipinta.
Non deve essere troppo bella che poi te la rubano subito.
Non deve essere troppo brutta che poi ti viene la tristezza.
Non deve avere le ruote sgonfie che poi va più piano.
Non deve avere il cestino con dentro catene e lucchetti che se poi vai in Piazza Santo Stefano sei troppo rumorosa.


martedì 5 luglio 2016

Altre 16 cose che so sul calcio.

Ho sempre espresso giudizi molto severi sul calcio. Non mi ha mai interessata. Forse perché ho sempre ritenuto un male la competizione e poi mi infastisce molto il lato nazionalista e patriottico. Mio papà per mitigare il mio severo giudizio sul calcio una volta mi ha fatto leggere "Fútbol" di Soriano ma comunque è servito a poco: per molto tempo ho continuato a non provare il minimo interesse per questo sport. Mi andava bene, tutto sommato, il calcio giocato al campetto con gli amici, ma non quello della televisione che per me era solo fatto di calcio-scommesse e di calciatori miliardari.
Quest'anno credo che mi sia successa la stessa cosa che è successa a quel gruppo di svizzeri migrati in argentina che ho visto una volta in un documentario: loro, una volta lasciata la Svizzera, hanno sentito il bisogno di enfatizzare i tratti di una supposta e un po' inventata (come del resto lo sono tutte le identità) identità svizzera. Tipo che si ritrovavano fra di loro in una casa a forma di chalet, decorata da campanacci da mucca, a mangiare la fondue e a suonare il corno svizzero con addosso la maglietta con la croce svizzera. Quando si è lontani da casa forse si ha il bisogno di esprimere un qualche cosa legato alla propria storia di vita nel luogo precedente, probabilmente per gestire la malinconia o le difficoltà incontrate nella nuova condizione, ma forse non si sa bene che cosa esprimere e si finisce per attaccarsi a simboli che possono apparire predefiniti e un po' fittizi ma che però vengono riempiti di significati nuovi e importanti. 
Ecco, credo mi sia successa un po' la stessa cosa: due settimane prima di lasciare Bologna mi sono trovata al Cavaticcio a guardare la partita Italia-Belgio sul maxi-schermo e ho visto tutti i miei amici, più centinaia di altre persone, veramente interessati a questa cosa del calcio. E quando ha vinto l'Italia erano sinceramente contenti. Allora così, in modo forse un po' infantile ho deciso che anche io avrei tifato Italia, un po' per i miei amici con cui ho vissuto Bologna e un po' per distinguermi da quelli che tengono a qualsiasi squadra pur di non tenere all'Italia.
Ho guardato anche la partita Italia-Germania e l'ho fatto con reale partecipazione emotiva e curiosità intellettuale, quando l'Italia ha segnato ho provato felicità e ai rigori ero davvero in uno stato di tensione.
In ogni caso, lo dico per tranquillizzare i miei amici e le mie amiche della scuola no-calcio, per tutta la prima parte della partita mi sono annoiata moltissimo e continuavo a guardare il cellulare e mi sono pentita di non essermi portata dietro un libro e visto che ero disattenta mi sono persa un goal che poi fortunatamente per me non era davvero un goal (credo fosse fuori gioco ma non mi ricordo bene). Spero che mi passi sta cosa del calcio perché mi immagino che decontestualizzata, fuori dal parco del Cavaticcio e dai miei amici Bolognesi, per me non avrà più lo stesso significato.
In ogni caso ho imparato altre cose sul calcio, oltre alle 33 che ho scritto qui, che ci tengo a condividere. 

N.B. La maggior parte di queste cose che so sul calcio sono riferite alla partita Italia-Germania e non hanno dunque valore universale.

Altre 16 cose che so sul calcio.

34) Mi ha detto Arianna dopo che a uno è uscito sangue da naso che c'è una regola che dice: se esce sangue non si può continuare a giocare.

35) Il giocatore tedesco che si è fatto male quasi subito è molto forte e oltre a giocare nella Juve gioca nella Germania (se vi sembra strano rileggetevi la cosa numero 1 che so sul calcio).

36) Nel calcio funziona come quando guardi le stelle cadenti: appena ti distrai un minuto qualcuno segna.

37) Buffon è il portiere dell'Italia ed è vestito di rosso e non di nero come pensavo io all'inizio. Buffon ha anche due guanti da portiere fluo uno rosa e uno di un altro colore. Ho elaborato un gioco mnemonico per ricordarmi chi è Buffon fra i due portieri: è quello vestito un po' più buffo(n).

38) Alla fine del primo tempo Antonio mi ha detto che stanno giocando tutti con la paura e il primo che si sblocca psicologicamente vince.

39) Antonio quando parla di Zeman gli brillano gli occhi. Per chi non lo sapesse Zeman è un allenatore che ha una metodologia innovativa con la quale trasforma squadre così così in punte di diamante. Adesso allena il Lugano ma forse se ne va o se ne è già andato, non ricordo.

40) Buffon, come tutti i portieri, ha un portiere di scorta che sta in panchina, è bravo, ma Buffon è bravissimo, e allora il portiere di scorta lo fanno giocare solo ogni tanto tipo contro l'Irlanda che è brava ma un po' meno forte della Germania.

41) Buffon mi è sembrato molto carino perché con quelle mani con i guantoni dava delle pacche agli altri giocatori sia italiani che tedeschi per incoraggiarli o rincuorarli, e inoltre faceva da pacere nelle scaramucce fra calciatori. Secondo me lo fa perché è più grande degli altri e i conflitti sul campo gli sembrano cose da ragazzini. Solo che ho letto delle cose su wikipedia bruttissime sul suo orientamento politico.

42) Antonio dice che Buffon è probabilmente il portiere più bravo della storia ma nei rigori non è così forte, non è così bravo come il portiere della Germania che secondo Antonio è un gatto.

43) Due giocatori della Germania, quando l'arbitro ha dato loro il cartellino giallo, hanno fatto un po' la faccia da sbruffoncelli come a dire: embé lo rifarei subitissimo, non mi dispiace e non mi pento assolutamente di aver fatto questo fallo.

44) Parolo mi fa venire in mente Pairolo che è dove c'è la capanna ai piedi dei Denti della Vecchia.

45) L'allenatore della Germania e quello dell'Italia che si chiama Conte sono uguali sputati identitici, ma quello della Germania ha gli occhi leggermente più gentili.

46) Una ragazza che stava guardando la partita dietro di me a Lugano ha detto che lei se ne andava prima della fine che se l'Italia vinceva suo papà ci metteva troppo per venire a prenderla.

47) Antonio dice che Insigne è bravissimo, è molto impressionato anche dal fatto che non sia altissimo mi dice: Guarda il 17 è già basso ma Insigne lo è ancora di più, però Insigne non è bravo lui è bravissimo. Mi ha detto anche che Insigne lo fanno entrare solo alla fine perché pur essendo bravissimo è un po' un cane sciolto e dunque imprevedibile.

48) Zaza, dice Antonio con orgoglio, è l'unico giocatore della Basilicata che ha segnato in nazionale (ovvero nell'Italia) e nella Champions League (nel suo club che sarebbe la Juve). Lui sta nel paese affianco ad Antonio che pure lui è lucano e non mi ricordo bene se lui o suo cugino avevano giocato una volta a calcio con Zaza o con il cugino di Zaza che è del 91 come Antonio o come suo cugino.

49) Si fa testa o croce per decidere chi inizia i rigori, secondo un giornalista della Rsi è meglio essere la squadra che inizia.